Conviene davvero aprire un e-commerce in dropshipping o è un fallimento? Quanto risparmi e chi ci guadagna nell’avviare un canale di vendita online in drop shipping? In questo post inizierò a parlarti di un argomento molto caldo che meriterà ulteriori approfondimenti.

La scelta di scrivere questo post nasce dopo le tantissime richieste ricevute negli ultimi anni, tanti Clienti che mi hanno contattato iniziando dicendomi “Vorrei avviare un progetto e-commerce in drop-shipping, come procedo?”.

Sono sempre più numerose le persone che si avvicinano al mondo e-commerce attratte dalla (presunta) facilità di vendere on-line tramite la formula dropshipping e tramite i canali più usati come Amazon FBA, AliExpress e Shopify.

Partirò dalle basi, per arrivare a presentarti in maniera obiettiva i pro e i contro dell’e-commerce in dropshipping. Ti invito fin da ora a condividere la tua opinione lasciando un commento qui sotto al termine della lettura 🙂

Dropshipping E-commerce: Successo o Fallimento Annunciato?

Cosa è il dropshipping?

“Per drop ship (anche conosciuto come dropshipping) si intende un modello di vendita grazie al quale il venditore vende un prodotto ad un utente finale, senza possederlo materialmente nel proprio magazzino.

Il venditore, effettuata la vendita, trasmetterà l’ordine al fornitore che in questo caso viene chiamato “dropshipper”, il quale spedirà il prodotto direttamente all’utente finale.

In questo modo, il venditore si preoccupa esclusivamente della pubblicizzazione dei prodotti, senza le relative incombenze legate ai processi di imballaggio e spedizione che invece sono a cura del fornitore.” Fonte: Wikipedia.

Quali sono i trend di interesse (e di ricerca) sul drop shipping?

dropshipping - Esplora - Google Trends

dropshipping - Esplora - Google Trends (1)

Negli ultimi 5 anni le ricerche su Google.it per la keyword “dropshipping” sono state molto elevate, hanno fatto registrare un picco nel 2016 e in generale la crescita è stata leggera ma costante.

Sempre più aspiranti imprenditori cercano informazioni su questa modalità di vendita, mentre gli imprenditori che hanno un’impresa già avviata tendono maggiormente a preferire progetti e-commerce con magazzino.

Le chiavi di ricerca e gli argomenti correlati alle ricerche sono:

  • dropshipping fornitori,
  • dropshipping Amazon,
  • IVA imposta sul valore aggiunto per il dropshipping,
  • Shopify,
  • prodotti di elettronica in dropshipping,
  • dropshipping abbigliamento,
  • dropshipping senza partita iva.

Da queste fonti e dalle ricerche incrociate individuiamo le piattaforme più usate in Italia per vendere in dropshipping:

  1. Amazon,
  2. Shopify.

Confrontiamo queste 2 piattaforme di vendita in dropshipping

Shopify si presenta così sul suo sito web “Che tu venda online, sui social media, in negozio o dal bagagliaio della tua macchina, Shopify ha la soluzione che fa per te.”.

Amazon è un marketplace, un grande mercato dove su ogni prodotto si mettono in competizione i venditori (sellers) e Amazon stesso.

Da una parte abbiamo una piattaforma web che facilita e rende inizialmente economica la creazione del sito web e-commerce (Shopify), dall’altra entri come venditore all’interno della piazza di Amazon (sei ospite) e inizi a lottare per ritagliarti il tuo spazio, combattere sul prezzo e crearti una reputazione online all’interno della piattaforma.


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Uno dei vantaggi di Amazon è sicuramente il bacino di clienti fidelizzati e il forte investimento sull’acquisizione di traffico profilato verso il proprio sito web. Ma Amazon resta un tuo potenziale o attuale concorrente che tiene in mano tutti i dati di valore sui tuoi clienti.

I punti critici di un progetto e-commerce in dropshipping

Inizio ad analizzare i punti di forza e di debolezza che caratterizzano la vendita in dropshipping, partendo dalla esperienza diretta che ho avuto modo di vivere. Questo post è solo il primo di un’analisi più ampia che svilupperò gradualmente sul Blog E commerce per imprenditori nei prossimi articoli.

Le debolezze che ho individuato nel dropshipping:

  • spedizione e logistica, dai costi per il venditore al costo per il cliente;
  • fidelizzazione e dati dei clienti, considerando quanto è importante schedare i clienti e creare una relazione costante con loro per farli tornare ad acquistare;
  • costi e ricavi unitari e marginalità;
  • automatizzazione e personalizzazione del negozio online;
  • costi di transazione e gateway di pagamento.

Tutti questi aspetti vanno considerando e analizzati nella prima fase di valutazione iniziale utilizzando un business plan, mappando il progetto e il processo d’acquisto del Cliente.

Per analizzare il Tuo potenziale progetto e-commerce Ti posso consigliare di impiegare il Business Model Canvas, strumento potente e intuitivo per comprendere la realizzabilità e l’economicità dell’attività.

Puoi accedere a questo modello direttamente da qui: Business model canvas.

Questo primo post termina qui, dimmi che ne pensi o poni domande lasciando un commento qui sotto. Torna a trovarmi e continua a seguire questo blog iscrivendoti gratis alla lista dei miei lettori.