Oggi voglio parlarti della recente puntata “Vite a domicilio” di Presa Diretta andata in onda su RAI 3. Un’intera puntata dedicata al mondo e-commerce, non trascurando giganti del mercato come Amazon, Glovo e Zalando.

Intanto, se hai perso il programma o vuoi rivederlo, di seguito condivido il link diretto al video:

Che argomenti sono stati affrontati:

  • le condizioni di lavoro dei dipendenti e dei collaboratori delle aziende del mondo e-commerce,
  • l’impatto ambientale del commercio elettronico e nello specifico del servizio Amazon Prime,
  • l’impatto dell’e-commerce sui negozi tradizionali e le vendite off-line.

Sapevo di questo programma con un pò di anticipo perché, grazie a un articolo sul Blog E-commerce per Imprenditori, sono stato contattato personalmente dalla redazione per parlare del tema e affrontare diversi punti di vista. In particolare in relazione a uno dei miei post più visti di sempre (ecommerceperimprenditori.com/2016/08/03/vendere-su-amazon-ti-conviene-davvero/)

In occasione della chiacchierata con la giornalista abbiamo ragionato su i diversi impatti che l’e-commerce sta portando alla società, in particolare dal lato degli imprenditori (sellers) che scelgono vendere su Amazon.

La vita di chi fa e-commerce spesso passa da Amazon e dagli altri marketplace, e spesso ci si scontra con un forte concorrente che gioca due ruoli. Un nostro distributore e un nostro concorrente. Infatti purtroppo ancora in pochi vedono la possibilità che Amazon scelga liberamente di vendere i nostri stessi prodotti, contattando il nostro fornitore e posizionandosi sul mercato a un miglior prezzo sfruttando inoltre le spese di spedizione più vantaggiose rispetto ai sellers.

Questi fattori vanno considerati. Non si tratta in nessun modo di una pratica commerciale scorretta, ma occorre ragionare su una strategia di disintermediazione e autonomia dai marketplaces nel momento in cui un imprenditore sceglie di avviare un e-commerce. Altrimenti si può arrivare a ridurre a 0 le proprie vendite in pochi anni.

Una regola basilare: mai dipendere totalmente da un unico fornitore, distributore o cliente.

Affrontato questo argomento che purtroppo non è stato oggetto della puntata di Presa Diretta di Teresa Paoli, torno alla puntata.

Il tema dell’impatto ambientale è stato al centro di tutta la trasmissione ed è innegabile, io stesso ho gestito per 10 anni un e-commerce facendo spedizioni altamente inquinanti e irrazionali dal punto di vista ambientale. Spesso capitava di ricevere della merce da un fornitore della città di Cagliari, ricevere i prodotti, impacchettarli e spedire al cliente che si trovava sempre a Cagliari. Purtroppo però il venditore non può decidere di spedire solo ai clienti che vuole lui, è il cliente finale che sceglie.

Sicuramente a livello ambientale l’e-commerce ha tanto da migliorare, ma ritengo che ad oggi questo tema riguardi tanti altri campi come le grandi industrie, i viaggi in aereo e in nave, o le scelte alimentari che facciamo ogni giorno.

Tra le opinioni critiche su questa puntata cito la seguente:

Una volta si temeva che i supermercati potessero distruggere il tessuto sociale dei piccoli negozi; poi è stata la volta dei centri commerciali; ora tocca a Amazon – […] lo Stato dovrebbe intervenire sulle tassazioni, sugli imballaggi, sul fenomeno dello smaltimento (detassando, per esempio, le donazioni) sui lavoratori dell’ultimo miglio. Il problema, dunque, è lo Stato, non l’e-commerce. (Fonte: articolo su Corriere.it)

Ultimo tema ma non meno importante riguarda le condizioni di molti lavoratori, in questo caso il mercato del lavoro è mutato molto rapidamente e governi, sindacati e associazioni varie non sono riuscite a stare al passo. Ma proprio in queste settimane stanno arrivando nuovi provvedimenti che gradualmente cercheranno di trovare un compromesso tra rispetto dei lavoratori e prezzi di mercato competitivi. Come in tutte le rivoluzioni serve del tempo per fare passi avanti senza attuare politiche affrettate che rischino di tenere l’Italia indietro su un settore importante come il commercio elettronico.

L’e-commerce è di sicuro una grande opportunità per le aziende e gli imprenditori italiani, e poco alla volta si lavorerà per ridurre gli impatti negativi che si stanno registrando 🙂